Guida ai capitoli
Cosa succede in questo capitolo
Il capitolo 1197 è costruito come un unico scontro continuo, e Oda non ne spende quasi nulla in spettacolo. Killingham apre ripetendo l'argomento del 1196: che la fiducia di Sanji è rumore, che l'armatura Omen non può essere rotta da qualcuno che non conta. La risposta di Sanji è smettere di discutere.
La svolta è interna. Due anni nel regno di Kamabakka e la diagnosi diretta di Ivankov — la vera debolezza non è mai stata il corpo — trovano finalmente posto nello scontro davanti a lui. Quando smette di trattarsi come sacrificabile, il suo Haki risponde: fulmini neri e rossi si avvolgono intorno alle gambe, e il calcio rotante che chiude il capitolo porta via la lancia di Killingham, poi l'elmo, poi la sicurezza.
Nell'ultima pagina il Cavaliere Sacro sanguina e arretra, e Sanji è esattamente dove ha sempre voluto stare: accanto a Luffy, scudo di fronte alla spada di Zoro. La nota finale conferma una pausa di una settimana, ed è per questo che il capitolo 1198 arriva l'8 novembre e non il 1°.
Momenti chiave
Haki del Conquistatore nella gamba
Fulmini neri intrecciati di rosso — la firma visiva che l'arco di Elbaf lasciava intuire dal primo scambio di Sanji con Killingham.
L'armatura Omen si spezza
La difesa che respingeva tutto nel 1196 cede in un solo colpo, nell'istante in cui la volontà di Sanji smette di vacillare.
La battuta dello scudo
Zoro la spada, Sanji lo scudo: il ruolo che nomina ad alta voce in questo capitolo e dimostra nello stesso respiro.
Killingham si ritira
Il Cavaliere Sacro non ottiene contrattacchi, solo distanza: lo stesso finale che Oda ha dato a Sommers contro Zoro.















